Chi siamo

La Rete Atlante della Restanza è un network nazionale di comunità, associazioni, pratiche e soggetti individuali e collettivi che documentano, valorizzano e connettono esperienze di restanza, ritorno e reinvenzione dell’abitare. Attraverso una mappatura partecipata, la Rete raccoglie storie, progetti, iniziative culturali, di rigenerazione, nuove economie e pratiche di cura dei luoghi, restituendo voce e visibilità a ciò che spesso viene narrato come marginale e anacronistico.

La Rete promuove una piattaforma digitale interattiva con contenuti multimediali, laboratori territoriali e un Festival diffuso della Restanza e dell’Abitare ospitato in territori della rete, con l’obiettivo di facilitare scambi e alleanze tra cittadini, associazioni, istituzioni, scuole e centri di ricerca.

"Il progetto Atlante della Restanza nasce da una riflessione dell’antropologo Vito Teti, a partire dai suoi studi e dal suo lavoro sui temi della restanza, dei paesi e delle forme contemporanee dell’abitare.

Da questo confronto iniziale, l’idea è stata sviluppata insieme all'Avv. Gianni Pitingolo, coinvolgendo CRISSA – Centro Ricerche Iniziative Spopolamento Spostamenti Ambiente e l’associazione crotonese #IoResto – cambiamo la città per non cambiare città, per poi ampliarsi in un percorso collettivo di ricerca, confronto e costruzione condivisa grazie al contributo di un gruppo di lavoro multidisciplinare".

Progetto e Obiettivi

L’Atlante della Restanza mette in connessione esperienze, comunità e progetti che operano nei territori spesso raccontati come marginali, fragili o destinati allo svuotamento, ribaltando questa narrazione
attraverso la raccolta di storie, pratiche e traiettorie di chi sceglie di restare, tornare o abitare consapevolmente un territorio, come spazio di relazione, responsabilità e possibilità.

L’Atlante della Restanza è un dispositivo culturale e relazionale: una mappa in continuo movimento per la costruzione di nuovi immaginari. É un racconto plurale: un insieme di microstorie, pratiche e visioni che, intrecciate, compongono un paesaggio policentrico e aperto, attraversabile da prospettive diverse..

È un progetto che cresce dal basso, in continuità con esperienze già attive nei territori, valorizzando ciò che esiste e rafforzando le reti tra abitanti, associazioni, enti, ricercatori, artisti e operatori culturali.

L’Atlante della Restanza non propone modelli da replicare, ma processi da condividere.
Non offre una visione unica, ma molteplici chiavi di lettura di uno stesso fenomeno: il movimento sotterraneo e rivoluzionario di chi resta e dona nuovo senso ai luoghi. 

Siamo una rete che resta in movimento, perché il futuro dei territori non si importa: si costruisce insieme, a partire da ciò che già vive.

Il gruppo di lavoro

Vito Teti, Gianni Pitingolo, Cristina Brizzi, Diana Senese, Enza Macaluso, Federica Bueti, Ludovica Franzè, Silvana Iannelli, Alberto Gangemi, Salvatore Giuseppe Di Spena.